CHI SOFFRE DI ALZHEIMER PUO’ BENEFICIARE DELLA TERAPIA DEL LETTO INCLINATO?

Dell’argomento abbiamo già avuto occasione di parlare in maniera abbastanza dettagliata.
In questo articolo, per praticità, proviamo comunque a fare una sintesi di quanto esposto nelle precedenti pubblicazioni.

ALZHEIMER E IMPORTANZA DEL SONNO

Il riposo notturno nei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer è spesso disturbato fino ad arrivare ad una vera e propria inversione del ritmo sonno-veglia, ma è stato anche osservato che i disturbi del sonno stessi (ad es. deprivazione di sonno, insonnia ed apnee) possono influenzare negativamente il decorso della malattia.
Nei pazienti con sonno disturbato, sia in termini di quantità che di qualità, si riscontra un aumento del deposito cerebrale di una proteina (beta-amiloide) implicata nella genesi della malattia di Alzheimer.
E’ stato dimostrato che tale aumento dipende da una sua ridotta eliminazione da parte del sistema glinfatico (il “sistema di pulizia” del cervello, particolarmente attivo proprio durante il sonno profondo).

 

Ciò premesso, riportiamo di seguito i motivi per i quali dormire su un letto leggermente inclinato potrebbe essere utile per prevenire o alleviare i sintomi l’Alzheimer:

  • UN LETTO LEGGERMENTE INCLINATO MIGLIORA LA QUALITA’ E LA PROFONDITA’ DEL SONNO;
  • SE SI DORME MEGLIO IL SISTEMA DI PULIZIA CEREBRALE NOTTURNO (DRENAGGIO GLINFATICO) FUNZIONA IN MANIERA OTTIMALE;
  • LA LEGGERA PENDENZA DEL LETTO, CON LA TESTA NELLA PARTE PIU’ ALTA, PERMETTE DI BENEFICIARE DELLA FORZA DI GRAVITA’ PER FACILITARE L’ESPULSIONE DELLE TOSSINE ESTRATTE DAL SISTEMA DI PULIZIA CEREBRALE NOTTURNA;
  • LA DURATA DEL SONNO PIU’ BREVE E UNA PEGGIORE QUALITA’ DEL SONNO SONO ASSOCIATE AD UN MAGGIORE CARICO DI β-AMILOIDE (sostanza neurotossica che accumulandosi nel cervello porta alla morte neuronale).

 

Letto Inclinato con pendenza 5 gradi
Letto Inclinato con pendenza 5 gradi

 

Come abbiamo già avuto occasione di dire, ci sembra che ci siano tutti gli elementi per motivare degli approfondimenti che si potrebbero peraltro tradurre in un’azione molto semplice: coinvolgere un numero significativo di persone che soffrono di Alzheimer, provare a farle dormire in un letto leggermente rialzato (8-10 cm) dalla parte della testa, per alcuni mesi, SENZA APPORTARE ALCUNA MODIFICA ALLE CURE CHE STANNO FACENDO E ALLE LORO ABITUDINI e monitorando attentamente se ci sono cambiamenti significativi nei loro sintomi e comportamenti.
Nel caso si rilevino effetti positivi sulla qualità del sonno, incrementare il rialzo di un paio di cm ogni 3 mesi fino ad arrivare ai 14-16 cm di rialzo ottimale, proseguendo nel monitoraggio.

 

 

Vista l’assenza di costi e l’estrema facilità con la quale può essere rialzato un letto standard (bastano dei libri o degli strati di di legno come quelli della foto di cui sotto, che sono di 2,5 cm, da inserire in maniera progressiva fino al raggiungimento della pendenza desiderata), sarebbe, a nostro avviso, veramente grave non fare un test serio e giungere a delle concrete conclusioni.
Sicuramente se riusciamo a raccogliere un numero significativo di testimonianze si possono creare anche le condizione per stimolare concretamente la ricerca ufficiale.
E questo è, da sempre, il nostro obiettivo principale.

 

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