TESTIMONIANZE

La mia testimonianza

Io ho attualmente 59 anni e, circa 9 anni fa, stavo cercando una soluzione per alcuni fastidiosi problemi che avevo, che stavano gradualmente accentuandosi e che sembravano collegati:

  • battito cardiaco costantemente accelerato, accompagnato da extrasistoli sempre più frequenti e fastidiose;
  • estrema sensibilità al caldo e facilità di sudorazione;
  • problemi di digestione notturna, specialmente nel caso di pasti serali un po’ più pesanti;
  • gambe spesso gonfie, specialmente durante la stagione estiva, accompagnate da una sempre più marcata presenza di rigonfiamenti venosi.

A tutto questo si aggiungevano altre problematiche che sembravano comunque non collegate e anche meno gestibili:

  • miopia, che aveva fatto la sua comparsa nel corso degli ultimi anni e che, da leggera, si stava lentamente accentuando tanto da costringermi ad un uso sempre più frequente degli occhiali, che erano divenuti indispensabili specialmente se dovevo guidare l’auto in orari notturni.  In effetti, alla visita per il rinnovo della patente – nel 2008 – il medico mi aveva detto che ero vicinissimo all’obbligo di guida con occhiali da vista;
  • presenza di un crescente numero di “corpi mobili” (piccoli puntini neri, filamenti scuri semi-trasparenti), che fluttuavano all’interno del mio campo visivo, con maggiore accentuazione per uno dei 2 occhi; per questo l’oculista mi aveva raccomandato un puntuale monitoraggio, in quanto trattavasi di sintomi tipicamente collegati con il rischio di distacco della retina e per i quali è normale prevedere un’evoluzione non positiva.

Pur non essendo ancora affetto da conclamate patologie c’erano quindi diversi segnali non positivi e diversi sintomi non piacevoli.

Nel corso del 2009 per puro caso, come spesso accade, facendo ricerche su Internet mi capitò di imbattermi in alcuni riferimenti riguardanti una soluzione che avrebbe potuto avere effetti positivi sulla digestione notturna e su alcuni degli altri problemi sopra elencati.

Il suggerimento era semplice: provare a dormire con un letto inclinato di 5°, rialzato dal lato della testa.

A quei tempi non si trovava molto materiale al riguardo di questa geniale soluzione, ma quello che mi capitò di leggere mi convinse.

Decisi quindi di provare, vista anche la semplicità con la quale la soluzione poteva essere adottata.

In tempi brevi riscontrai in maniera chiara ed evidente le seguenti positive evoluzioni:

  • sensibile riduzione della frequenza cardiaca e scomparsa delle fastidiose extrasistoli;
  • sostanziale normalizzazione dell’esagerata sensazione di caldo e della facilità di sudorazione;
  • netta riduzione dei problemi di digestione notturna, anche nei casi di pasti serali non leggeri, con conseguente ed evidente miglioramento della qualità del sonno.

Si tratta dei miglioramenti che ho ottenuto in maniera più rapida ed evidente e che, ho avuto modo di verificarlo, sono anche i primi che tendono a ridursi se mi trovo costretto a dormire nuovamente su un letto non inclinato per più di pochi giorni.

In tempi un po’ più lunghi, ma comunque abbastanza brevi, mi resi inoltre conto che, anche durante la stagione calda, non soffrivo più di gambe gonfie e che anche la condizione delle mie vene era progressivamente migliorata.

Altri importanti miglioramenti, avvenuti in maniera molto più graduale e con tempi molto più lunghi, hanno riguardato inoltre i problemi che avevo agli occhi, relativi alla miopia e ai sintomi che caratterizzano il rischio di distacco della retina.

Attualmente ho recuperato in maniera pressoché totale la mia vista da lontano e, infatti, anche in occasione della visita per il rinnovo della patente (gennaio 2018), la verifica ha dato esito pienamente positivo.

In più anche la quantità e lo spessore dei “corpi mobili “ che fluttuano nel mio campo visivo si sono notevolmente ridotti. L’ultima visita oculistica ha infatti riscontrato una situazione di normalità.

Quest’ultimi miglioramenti sono avvenuti con una progressione talmente lenta e graduale da non essere neppure percettibili e, sinceramente, non li avevo minimamente collegati con il fatto che stavo dormendo da anni su un letto inclinato.

Tale collegamento l’ho fatto solo in tempi recenti quando, avendo trovato il tempo per farlo in maniera compiuta, ho deciso di approfondire meglio il discorso della Terapia del Letto Inclinato e di adoperarmi per diffonderne la conoscenza.

Non esagero, quindi, se dico che questo semplicissimo rimedio mi ha notevolmente migliorato la vita e, con tutta probabilità, ha evitato spiacevoli degenerazioni patologiche.
In questi anni ho reso partecipi di questa semplice ed eccezionale soluzione numerosi amici e parenti e, immancabilmente, sono stati registrati dei benefici che spesso sono stati veramente notevoli.

Dal sito di A.Fletcher - Psoriasi

Tra le numerose testimonianze che Andrew Fletcher mette a disposizione sul suo sito (www.inclinedbedtherapy.com) quella di seguito descritta è senz’altro tra le più interessanti.

Si tratta di una donna (Helen), affetta da psoriasi da diversi anni, con la quale Fletcher, nel giugno del 2007, si mette in contatto e le fa presente che ha già numerose evidenze al riguardo di importanti benefici che possono essere ottenuti da parte di persone affette da psoriasi e anche da artrite psoriasica.

Helen accetta di provare e dal 19 giugno 2007 inizia a dormire sul letto inclinato secondo gli standard previsti dalla IBT.

Prima di iniziare, per poter documentare gli eventuali effetti della terapia, Helen accetta anche di far fotografare le sue braccia, le sue mani e altre parti del corpo pesantemente danneggiate dalla malattia.

A distanza di poco più di un mese Helen riferisce di miglioramenti importanti e fotografa nuovamente le parti del corpo interessate.

Visti i miglioramenti Helen inizia ad uscire indossando anche pantaloni tre quarti, cosa che non faceva da anni.

Nei mesi successivi i miglioramenti proseguono e Helen riesce sempre più a godersi notti di tranquillo riposo senza il fastidioso e spesso doloroso prurito che la metteva fortemente a disagio e le impediva di riposarsi in maniera adeguata.

Come si può vedere dal video di Fletcher (https://inclinedbedtherapy.com/videos/170-psoriasis-the-healing-effects-of-sleeping-on-an-inclined-bed) Helen ha continuato a fornire foto nei mesi successivi, che costituiscono prove chiare ed ineccepibili  che la terapia del letto inclinato aiuta la pelle a normalizzarsi.

Fletcher riferisce inoltre che in tutti questi anni, durante i quali ha effettuato ricerche sull’affascinante argomento della circolazione assistita dalla forza di gravità, sul quale si basa la terapia del letto inclinato, sono molti altri i casi di psoriasi nei quali ha potuto constatare direttamente notevoli miglioramenti.

Parla, in particolare, del caso di una signora affetta da artrite psoriasica, un’ex infermiera che ogni mattina si svegliava tormentata dal dolore alle articolazioni e incapace di muovere le mani.

Per rimetterle in movimento doveva tenerle immerse nell’acqua calda anche fino a 2 ore.

Aveva delle ulcerazioni nelle unghie di mani e piedi ed era in condizioni veramente critiche, nonostante avesse meno di 60 anni.

Da quando ha iniziato a dormire su un letto inclinato ha ottenuto miglioramenti radicali fino ad arrivare al punto di avere solo due piccole chiazze circolari sui gomiti come unico segno residuo della malattia.

Dott. Cory Ostroot - Il vostro letto vi sta uccidendo?

https://ndnr.com/cardiopulmonary-medicine/is-your-bed-killing-you/

Le riflessioni e la testimonianza del dott. Cory Ostroot sono sicuramente tra le più interessanti che abbiamo visto.

Nell’articolo linkato sopra, il dott. Cory racconta che quando era piccolo andava spesso a trascorrere il Natale nella casa del nonno materno, che soffriva di gravi problemi cardiaci (infarto, insufficienza cardiaca, triplo bypass, ecc).

Nonostante le rassicurazioni della mamma e le distrazioni rappresentate dai dolcetti e dai festeggiamenti che caratterizzano le festività natalizie, il ricordo dei disagi e dei trattamenti cui veniva sottoposto il nonno, rimanevano nella mente del piccolo Cory che, comunque, non si rendeva conto di quale fossero effettivamente i problemi del nonno.

La piena consapevolezza l’ha acquisita quando, avendo scelto di iscriversi alla facoltà di Medicina, è potuto venire a conoscenza delle modalità di funzionamento del cuore, dell’ampia gamma di farmaci che possono essere utilizzati per curare le varie patologie, degli interventi chirurgici che possono essere effettuati, degli integratori che possono avere un importante effetto benefico sulla circolazione e sul funzionamento del cuore, ecc.

La domanda che però continuava a ricorrere nella sua mente era: perché, vista l’ampia gamma di cure e di possibilità di intervento, suo nonno non aveva potuto trarre benefici? Quale era la vera ragione per la quale suo nonno aveva continuato ad avere ricadute e peggioramenti?

Queste domande lo hanno spinto a ripercorrere ed approfondire quanto appreso, con particolare riferimento al funzionamento del cuore e all’importanza della circolazione del sangue e, per questo, si è imbattuto nella scoperta di Andrew Fletcher.

Nel suo articolo il dott. Cory riepiloga i principi sui quali si basa la terapia del letto inclinato e ribadisce che l’effetto che si ottiene, in maniera del tutto naturale, dormendo su un letto inclinato, riduce lo stress e l’affaticamento del nostro cuore, allevia l’edema associato alla insufficienza cardiaca congestizia, migliora la circolazione, riduce le vene varicose e altre problematiche collegate alla circolazione del sangue.

Fa inoltre presente che l’approccio inverso, che prevede di elevare la parte del corpo (es.: le gambe) che ha subito danni, che presenta infiammazione, dolore, gonfiori, ecc., determina sicuramente un temporaneo sollievo perché viene drenato il fluido in eccesso, ma rappresenta altrettanto sicuramente un ostacolo e non un aiuto per la risoluzione del problema, perché ostacola il ritorno del flusso sanguigno nuovo verso la zona interessata, contribuendo così ad una stasi del sangue e ritardando la guarigione di una eventuale ferita o danno.

Il dott. Cory prosegue dicendo che suo nonno aveva sofferto di numerose patologie cardiache ma che tutto era iniziato con l’ipertensione, una dei più comuni problemi cardiovascolari.

Nella comunità medica convenzionale questo problema, in genere, viene trattato con farmaci che riducono la pressione del sangue senza però agire minimamente sulla causa scatenante.

Dormire su un letto inclinato può, invece, in maniera del tutto naturale migliorare la circolazione e lo stress cui viene sottoposto il nostro cuore.

A tale proposito anche il dott. Cory ricorda gli studi fatti dalla NASA al riguardo dei danni che subiscono le persone che vengono pagate per rimanere per 3 mesi sdraiate in posizione perfettamente orizzontale e chiarisce che, pur non ritenendo la terapia del letto inclinato una panacea, è convinto che possa essere inserita in qualsiasi piano di trattamento, con effetti meravigliosi sulla capacità del nostro corpo di far circolare il sangue.

Il dott. Cory passa quindi a raccontare la sua esperienza personale.

Riferisce di aver inclinato il suo letto circa un anno prima di aver scritto l’articolo cui ci stiamo riferendo e racconta che, con un eccesso di zelo, aveva applicato subito un’inclinazione di quasi 8 pollici (quasi 20 cm.).

Per questo motivo la sua prima notte con il letto inclinato non era stata per niente piacevole ed era stata caratterizzata dalla continua sensazione di scivolamento.

La mattina successiva, quindi, non era molto in forma ed aveva dolori al collo e nella parte bassa della schiena dove aveva delle ernie.

Aveva quindi subito provveduto ad aggiustare l’inclinazione portando il rialzo ai 6 pollici prescritti  (poco più di 15 cm.) e, comunque, nei primi 10 giorni aveva registrato mal di testa e un aumento del dolore muscolare, che poi si erano placati.

Anche lui, quindi, consiglia di partire con una inclinazione di 4 pollici (ca. 10 cm.) e di aumentarla progressivamente, in tempi successivi, fino ad arrivare ai 6 pollici previsti dalla terapia del letto inclinato.

Riferisce inoltre di aver notato una maggiore quantità di urina mattutina, che ha ricollegato con un potenziale incremento dell’azione di filtraggio notturno dei reni.

I benefici che ha registrato sono stati: la diminuzione dei dolori articolari e muscolari (compresa la schiena), l’aumento della chiarezza mentale e vigilanza al mattino e una notevole riduzione dei risvegli notturni.

La testimonianza del dott. Cory si avvia a conclusione con una dichiarazione che può essere sicuramente condivisa da tutti coloro che stanno dormendo su un letto inclinato: “ho notato che dormire su un letto piatto adesso per me è molto scomodo e che, già dopo pochi giorni, noto peggioramenti fino dal risveglio. Non tornerò mai a dormire su un letto piatto”.

La testimonianza si conclude con una riflessione: “potrei non essere stato in grado di far diventare il cuore di mio nonno un cuore sano però adesso sono consapevole del fatto che ci sono rimedi naturali di cui il nostro cuore può beneficiare e, uno di questi, è dormire su un letto inclinato”.

Inizia una  nuova vita!

Inclina il tuo letto.