UNA NUOVA PROSPETTIVA PER LA DETOSSIFICAZIONE DEL NOSTRO CERVELLO

Questo è il titolo di un articolo molto interessante pubblicato dal dott. Tom Moorcroft sul sito ”Origins of Healt” da lui gestito (https://originsofhealth.com/a-new-angle-on-detoxification/) .
Riportiamo di seguito il contenuto dell’articolo:

  • Perché dormiamo?
    Scienziati e medici hanno discusso a lungo sulle ragioni per cui dormiamo.
    Oggi sappiamo che il sonno è necessario per consolidare le memorie a lungo termine e migliorare l’apprendimento.
    È un componente chiave della sintesi ormonale.
    Il sonno consente la crescita e la riparazione di muscoli e tessuti.
    E ora sappiamo anche che il sonno è fondamentale per la detossificazione del cervello.
    In effetti, la maggior parte della detossificazione del cervello si verifica mentre dormiamo.
  • Sistema di detossificazione del cervello
    Durante il giorno, le tossine, come la b-amiloide e le tau-proteine, si accumulano lentamente nel nostro cervello. Quando dormiamo, un sistema di pulizia del cervello, scoperto di recente, chiamato glinfatico, si mette al lavoro.
    Il liquido cerebrospinale (CSF) – che circonda, nutre e protegge il cervello – interagisce con il fluido interstiziale per creare una sorta di onda di pulizia che si muove attraverso il cervello per rimuovere le tossine che si sono accumulate durante il giorno. Il sistema glinfatico si occupa quindi della rimozione dei rifiuti del cervello.
  • Tossine e sonno
    Man mano che queste tossine si accumulano, aumentano anche i livelli dei mediatori dell’infiammazione, come l’interleuchina-1 beta (IL-1b) e il fattore di necrosi tumorale-alfa (TNF-a).
    Come i livelli di IL-1b e TNF-a aumentano, il corpo si prepara per dormire.
    Ai normali livelli di fine giornata, questi mediatori dell’infiammazione aiutano a favorire il sonno non-REM (NREM), detto anche sonno profondo.
    Questo è fondamentale poiché lo stadio 3 NREM è il sonno ad onde lente, lo stadio del sonno in cui il sistema glinfatico è più efficace.
    Negli stati di malattia acuta, quando IL-1b e TNF-a sono particolarmente elevati, il corpo incrementa molto la fase di sonno NREM.
    Questo mette in evidenza i meravigliosi meccanismi di autoregolazione del corpo.
    Quando è gravemente malato, il corpo favorisce un sonno più profondo e ristoratore e una maggiore detossificazione del cervello.
  • Importanza del sonno
    Il deposito di β-amiloide nel cervello porta al declino cognitivo e, infine, alla malattia di Alzheimer.
    L’accumulo di β-amiloide nella corteccia prefrontale è associato all’interruzione del sonno ad onde lente e può ridurre la capacità di consolidamento della memoria (Mander 2015).
    I ricercatori hanno rilevato che una durata del sonno più breve e una qualità del sonno inferiore sono associate a un maggiore carico di β-amiloide (Spira 2013).
    Sono necessari ulteriori studi per determinare se il sonno non profondo contribuisce semplicemente allo sviluppo o se, invece, è una delle cause della malattia di Alzheimer.
    Comunque, è il sonno leggero che può portare ad un aumento della deposizione di β-amiloide e un carico maggiore di β-amiloide può portare ad un ulteriore peggioramento del sonno.
    Questo, quindi, diventa un ciclo di auto-perpetuazione del declino cognitivo in atto e del declino della qualità del sonno.
  • Sonno non profondo e stress
    Oltre a quanto già detto, un sonno non profondo porta ad un’eccessiva attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (asse HPA).
    Questo è il principale sistema ormonale del nostro corpo.
    Questo sistema ha molte funzioni, tra cui la regolazione degli ormoni dello stress, il metabolismo, il sonno, l’apprendimento e le interazioni sociali.
    Livelli cronicamente aumentati di ormoni dello stress determinano aumento dell’infiammazione e, spesso, portano ad ulteriore peggioramento della qualità del sonno e all’insonnia.
  • Importanza della posizione nel sonno
    Fortunatamente ci sono cose che possiamo fare per ottimizzare il nostro sonno e il funzionamento del sistema glinfatico.
    Proprio come il sistema linfatico, che purifica il resto del corpo, il sistema glinfatico è influenzato da fattori esterni, come la forza di gravità e la posizione del corpo o i livelli di stress.
    I ricercatori del sonno hanno scoperto che, chi ha una peggiore qualità del sonno, spesso trascorre la maggior parte del tempo posizionato sulla schiena, con la testa dritta.
    Altri studi confermano che la posizione che assumiamo durante il sonno può influenzare in maniera significativa la qualità dello stesso.
    L’osservazione degli animali selvatici e del bestiame domestico indica inoltre che anche questi preferiscono dormire appoggiati sui loro lati e con la testa leggermente in salita.
    Per quanto riguarda l’influenza della forza di gravità gli scienziati della NASA hanno studiato a lungo la “sindrome da carenza di gravità”, una serie di problemi metabolici, ormonali e strutturali che si verificano quando il corpo si trova a convivere con l’assenza di gravità.
    La loro ricerca ha dimostrato che il sangue “sente” la gravità e che questa rappresenta uno stimolo cruciale per le funzioni vitali del corpo.
    Altri ricercatori hanno utilizzato dei volontari che hanno trascorso settimane distesi sul letto in posizione perfettamente orizzontale, senza interruzioni.
    Ciò ha portato a cambiamenti nella loro salute simili a quelli causati dalla carenza di gravità.
    La mancanza di gravità equivale a mancanza di salute.
    La migliore soluzione: seguire l’esempio della natura.
  • Dormire inclinati!
    Prendendo spunto dalla natura, medici e ricercatori hanno iniziato a studiare i benefici che si possono avere dormendo in una posizione più naturale, quella in cui il letto presenta una regolare inclinazione, con la testa posizionata nel punto più alto.
    Mentre ancora non sono state fatte sperimentazioni scientifiche ufficiali, su scala adeguata, al riguardo dei benefici che dormire in questa posizione può avere sul sistema glinfatico, esistono comunque ricerche ed esperienze cliniche che hanno dimostrato che il “sonno inclinato” (con la testa sollevata di 3-6 pollici) ha incredibili benefici per la salute.
    Il sonno inclinato diminuisce il russare e le apnee notturne con conseguenti effetti benefici sul funzionamento del cuore, del sistema vascolare e del cervello.
    Per circa il 56% dei pazienti che soffrono di apnea ostruttiva del sonno (OSA) la causa è dovuta dalla posizione in cui dormono.
    Trattamenti posizionali, come il sonno inclinato, possono essere trattamenti o integrazioni molto valide per migliorare l’efficacia complessiva di altri interventi medici (Ravesloot 2013).
    Quando dormiamo il nostro cervello registra la pressione più alta rispetto a tutto il resto della giornata e, nonostante un complesso sistema per la regolazione della pressione stessa, questo può portare a emicranie.
    Nel giro di poche settimane di riposo sul letto inclinato molte persone con cui lavoro iniziano a svegliarsi senza il mal di testa.
    Inoltre sono spesso riportati miglioramenti nella pressione dell’occhio, dell’orecchio e della testa.
    Il Reflusso gastro-esofageo (GERD) e il bruciore di stomaco sono condizioni molto diffuse, per le quali le persone spesso assumono uno o più farmaci. Dormire su un letto inclinato migliora, spesso, questa condizione.
  • Sonno inclinato e detossificazione del cervello
    I benefici di cui stiamo parlando sono, molto probabilmente, legati all’attività diretta della gravità, che contribuisce a mantenere le vie respiratorie aperte. Oltre a questo, si crea un minore ristagno di sangue nella testa e i succhi gastrici, grazie alla gravità indotta dall’inclinazione del letto, permangono nello stomaco, a svolgere il compito che la natura ha assegnato loro.
    Tornando al sistema glinfatico, il liquido cerebrospinale e il liquido interstiziale con i quali si trova a contatto, sono principalmente acqua e sono fortemente influenzati dalla gravità.
    Per questo, il sonno inclinato – utilizzando la gravità – può favorire un maggiore drenaggio e una migliore rimozione dei rifiuti oltre che una migliore qualità generale del sonno.
    E questo ci ricorda anche l’importanza di mantenerci ben idratati.
    Il potenziale di detossificazione del cervello del sonno inclinato è incredibile.
    Ho avuto pazienti con reazioni di detossificazione tali da portare a un temporaneo, ma drammatico aumento della confusione mentale per diversi giorni, fino a un paio di settimane dopo l’inizio del sonno inclinato.
    In un caso grave, dopo 3 giorni di sonno inclinato, la persona non poteva più tollerare l’intensità della reazione di detossificazione e si è reso necessario il trattamento con glutatione (un potente antiossidante e chelante delle tossine) per via endovenosa.
    Dopo 30 minuti dall’infusione, il cervello della persona si schiarì e lui continuò a dormire inclinato con miglioramenti costanti e continui nella funzione cerebrale.
    Comunque, con il sonno inclinato, piuttosto che vedere cambiamenti drastici ed immediati di solito registro miglioramenti lenti e costanti nel tempo e rilevo anche che la maggior parte dei miei pazienti che iniziano a dormire inclinati non torna mai indietro.

Il dott. Moorcroft conclude il suo articolo suggerendo di considerare, oltre al letto inclinato, anche l’opportunità di ridurre i campi magnetici che, pure, interferiscono con il sonno e con il processo di detossificazione del nostro cervello.

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